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Asse 1bis

L'Asse 1bis, destinato solo alle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), è finanziato esclusivamente da risorse del Fondo Sociale Europeo e non anche da risorse IOG. Ciò permette maggiore spazio di manovra in termini di target di riferimento e di tipologia di azioni finanziabili.

Anpal, di concerto con le Amministrazioni regionali interessate e le parti sociali, ha quindi elaborato una strategia che consentisse:

  • l'ampliamento del target dei destinatari anche ai giovani non Neet, di età compresa tra i 15 e i 35 anni di età, rimanendo nell'ambito della definizione di destinatari offerta dall'obiettivo specifico 8.ii: cioè giovani con particolare difficoltà di inserimento lavorativo, considerando che proprio le Regioni meno sviluppate e in transizione registrano maggiori difficoltà di ripresa occupazionale e manifestano segnali preoccupanti di crescita della disoccupazione di lunga durata;
  • la possibilità nei confronti del target esteso di porre in essere:
    • la realizzazione di azioni previste dalle schede misura della nuova Garanzia Giovani;
    • altri interventi complementari e a carattere sperimentale, direttamente o indirettamente rivolti ai giovani residenti nelle Regioni indicate, finalizzati ad agevolarne i percorsi di transizione scuola lavoro, la qualificazione professionale e l'inserimento occupazionale.

Nel seguito si riporta il riepilogo degli interventi definiti dalla strategia di intervento del PON IOG contro la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno.

Schede Asse 1bis

n. 1 Creazione di reti territoriali per l'attivazione di contratti di apprendistato di I, II, III livello
n. 2 Strumenti per incentivare l'accesso ai corsi di ITS
n. 3 Progetto pilota per la creazione di strumenti di finanziamento di investimenti ad impatto sociale (Social Impact Investments)
 

La Scheda n. 1 "Creazione di reti territoriali per l'attivazione di contratti di apprendistato di I, di II e di III livello" ha lo scopo di sostenere interve

nti di rete sul territorio delle Regioni "in transizione" e "meno sviluppate", che siano in grado di garantire ai giovani fino a 29 anni di età, un'offerta di servizi qualificati e personalizzati, favorendone la transizione verso il mercato del lavoro.

Puntando sull'attività delle reti territoriali, attraverso la valorizzazione di partenariati già esistenti o mediante la promozione di partenariati di nuova costituzione, questa misura si pone gli obiettivi specifici di incentivare l'attivazione di contratti di apprendistato di I, II e III livello di cui al 43 d.lgs. n. 81/2015, al fine rispettivamente di: combattere la dispersione scolastica dei giovani; di aumentane la professionalità ed innalzarne il livello di istruzione terziaria, implementando sia la loro l'occupazione che l'occupabilità.

La Scheda n. 2 "Strumenti per incentivare l'accesso ai corsi di ITS" si raccorda con quanto previsto nel Piano Nazionale Industria 4.0 in termini di rafforzamento dell'istruzione tecnica terziaria, come volano per la formazione di tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese. Si pone l'obiettivo di supportare i giovani che intendono iscriversi a corsi di ITS per innalzare il livello di competenze specialistiche e incrementare le loro opportunità occupazionali. Ai destinatari la misura riconosce: il contributo di iscrizione ai corsi ITS; le spese sostenute per viaggio, alloggio e vitto per la frequentazione dei corsi in una regione diversa dalla propria residenza; l'indennità di partecipazione durante il periodo di stage o di tirocinio curriculare.

La Scheda n. 3 "Progetto pilota per la creazione di strumenti di finanziamento di investimenti a impatto sociale (Social Impact Investments)" rappresenta l'intenzione di Anpal di integrare la strategia di intervento in contrasto al fenomeno della disoccupazione giovanile con la creazione di uno strumento finanziario di social impact investing, che finanzi, quindi, investimenti che producano oltre a rendimenti economici, positivi effetti sociali per le comunità, anche grazie alla sinergia pubblico-privato.